lunedì 12 aprile 2021

COMUNICATO STAMPA: Piscina e Boselli (LEGA): “Area ex gasometri occupata da clandestini e rom con reddito di cittadinanza. Sala inerte, sgomberare subito!”

“Il Sindaco Sala si contraddistingue ancora una volta per l’incompetenza a gestire le problematiche e per il disinteresse verso le periferie. Le aree occupate agli ex gasometri in Bovisa ne sono l’ennesima dimostrazione”,
denunciano Samuele Piscina, Vicecommissario milanese della Lega e Monica Boselli, Assessore di Municipio 9, in seguito a un sopralluogo svolto all’interno della proprietà comunale.

“La situazione che abbiamo riscontrato durante la perlustrazione è allarmante. In diverse decine, tra clandestini e rom, risiedono nei capannoni comunali dismessi in condizioni sanitarie e di sicurezza davvero precarie. Gli occupanti hanno realizzato veri e propri alloggi con stufe, bombole a gas, cucine, tende e materassi. Abbiamo trovato anche beni di dubbia provenienza quali biciclette nuove senza la ruota anteriore. I numerosi passeggini presenti certificano la presenza di minori in un contesto sanitario davvero preoccupante. Abbiamo potuto dialogare con un Algerino, sbarcato clandestinamente circa 2 anni fa, e con diversi rom che, a favore di telecamera, hanno dichiarato apertamente e incredibilmente di percepire il reddito di cittadinanza mentre svolgono dei lavori in nero“Il Comune di Milano è responsabile di ciò che avviene in quell’area. È incredibile come da Palazzo Marino facciano finta di non sapere negando lo sgombero come da anni il Municipio 9 chiede. Ci troviamo di fronte all’ennesimo caso in cui certe categorie vengono lasciate impunite, mentre se la stessa situazione fosse causata da un cittadino milanese, pioverebbero sanzioni e arresti”, chiosano i 2 esponenti leghisti. “Mentre Regione Lombardia, nell’ambito di un accordo di programma con il Politecnico, stanzia milioni di euro per riqualificare l’area della Goccia, Sala ancora una volta rimane a guardare, inerte in attesa che altri svolgano i suoi doveri da Primo Cittadino e in attesa di poter tagliare nastri per opere non sue”.